Immergersi in profondità: cosa rende così rischioso il fondo del mare

Un grave incidente subacqueo riporta l’attenzione sulla sicurezza in mare

Un incidente avvenuto il 14 maggio alle Maldive ha colpito tutti. Senza entrare nei dettagli più dolorosi, abbiamo cercato di capire cosa rende un’immersione pericolosa e come ci si protegge.

Infografica della grotta: la ricostruzione delle camere sommerse e delle profondità. Verificare i diritti e rimuovere i nomi delle vittime prima della pubblicazione (§9).
Infografica della grotta: la ricostruzione delle camere sommerse e delle profondità. Verificare i diritti e rimuovere i nomi delle vittime prima della pubblicazione (§9).

Le Maldive sono un Paese tropicale dell’Oceano Indiano, formato da 26 atolli e più di mille isole coralline. Sono famose per le escursioni che permettono di esplorare la barriera corallina, a patto che vengano rispettate le norme di sicurezza: per le immersioni ricreative non si superano i 30 metri di profondità, è obbligatorio usare attrezzature specifiche e possedere brevetti e autorizzazioni. Sono regole pensate per evitare di perdere l’orientamento e per scongiurare la malattia da decompressione, causata dalla pressione e dai gas respirati.

Sull’incidente sono ancora aperte le indagini, e gli esperti hanno formulato alcune ipotesi. La più discussa riguarda l’effetto Venturi, un fenomeno noto in fluidodinamica: secondo il presidente della Società Italiana di Medicina Subacquea, le correnti sottomarine avrebbero potuto creare una sorta di «risucchio» capace di trascinare con forza i sub all’interno di una grotta.

Un’altra ipotesi è la perdita di orientamento dovuta al buio e al sedimento sollevato, che azzera la visibilità: è il cosiddetto effetto silt-out. A rendere ancora più grave la vicenda è stata la scomparsa di un sommozzatore impegnato nelle ricerche: un gesto di coraggio che ha aiutato i soccorritori nel ritrovamento.

Questi eventi ci ricordano quanto sia sottile il confine tra l’incanto di un’immersione e la vulnerabilità dell’essere umano. Il mare resta un ambiente immenso e affascinante, ma solo se si rispettano regole precise. Per evitare che il divertimento si trasformi in tragedia, gli istruttori di salvamento raccomandano poche cose essenziali: consapevolezza dei rischi, brevetti e competenze adeguate. E anche nella nostra quotidianità conviene essere prudenti, rispettando le bandiere, i bagnini e le correnti.

A cura di: Argentino Alice, Campisi Carla, Bianca Teresa, Magliocco Carlotta, Romano Grazia, Attardo Lucrezia — Laboratorio 1

Fonti: ANSA; Sky TG24; La Stampa; Geopop.

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